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SENSORI DI TEMPERATURA: quali scegliere?
Pubblicato il 25.07.2025La scelta sbagliata di un sensore di rilevamento temperatura comunemente chiamato SONDA in un determinato processo industriale dove sia necessario un monitoraggio della temperatura, porta ad effettuare degli errori che apparentemente non mostrano alcun effetto, ma che a fine processo o addirittura durante lo stesso, creano varie problematiche, come:
- perdite di tempo: dovuti a capire perchè il materiale in lavorazione non risponda alle varie fasi di lavorazione
- fermi macchina: in quanto si necessita settare più volte i dispositivi di gestione processo (PLC o TERMOREGOLATORI) perchè il dato rilevato non corrisponde alla reale situazione fisica del materiale in lavorazione
- consumo eccessivo di energia: la macchina deve effettuare più cicli di lavorazione
- consumo eccessivo di materiale: se ci troviamo in una situazione di stampaggio (ad esempio) si può sprecare materia prima per risultati poco soddisfacenti
Ecco, questi sono solo alcuni principali motivi per i quali si capisce cosa comporta la giusta scelta e la relativa importanza di un piccolo dispositivo collocato all'interno di un processo di lavorazione industriale, capace di stravolgere in maniera negativa il risultato finale della lavorazione in atto.
Prima di scegliere e utilizzare una determinata tipologia di sonda, devo quindi pormi alcune domande alle quali devo dare una risposta certa, per ponderare al meglio la scelta della sonda da applicare e collegare al mio dispositivo di trasduzione, termoregolatore o Plc che sia.
Ma quali sono le domande da porsi? vediamole assieme:
- su quale range di temperatura devo lavorare?
- mi serve una risposta di lettura rapida?
- necessito di un rilevamento preciso del dato, oppure può essere sufficiente un rilevamento approssimativo?
- devo rilevare una temperatura intrinseca al materiale e quindi a contatto o a livello di superficie?
- su quale ambiente si trova la lavorazione alla quale viene collegata la sonda in questione?
- lo strumento al quale devo collegare la sonda, quale tipologia di sensore mi supporta?
da queste domande scaturiscono delle risposte che mi porteranno in modo molto semplice alla giusta scelta tra termocoppia e termoresistenza:
Perchè scegliere una TERMOCOPPIA:
VANTAGGI:
- svariate tipologie di dimensioni
- ampio range di temperatura rilevabili
- velocità di riscontro dato elevata
- basso costo
SVANTAGGI:
- minore precisione sul rilevamento del dato
- cablaggio costoso in quanto necessita l'ausilio di cavi a compensazione di saldatura fredda (cavi compensati)
Anche l' ambiente di lavorazione incide parecchio sul modus operandi delle TERMOCOPPIE, infatti come abbiamo notato, tra le domande da porsi al momento della scelta della sonda, c'è la richiesta di sapere su quale ambiante stiamo lavorando. Perchè questo? semplicemente le varie tipologie di sonda (TERMOCOPPIE in questo caso), oltre che a differenziarsi per range di temperatura misurata e per tipologia di materiale di cui sono composte per lavorare alle varie fascie di temperatura appunto, mostrano differenze di durata dipendenti dal tipo di ambiente al quale sono esposte; esse vengono suddivise in:
TIPOLOGIA AMBIENTE DI LAVORO COMPOSIZIONE CHIMICA RANGE TEMPERATURA
- J atmosfere riducenti e vuoto ferro/costantana da -100 a 760°C
- K atmosfere neutre o ossidanti chromel/alumel da -100 a 1260°C
- T atmosfere riducenti, inerti/sottovuoto, ossidanti rame/costantana da -200 a 400°C
- N sostituiscono le tipologie K in ambiti gravosi nicrosil/nisil da -100 a 1260°C
- E atmosfere inerti o ossidanti chromel/costantana da -200 a 1000°C
- R atmosfere in alte temperature usate nei processi industriali platino-rodio (13%)/platino da 260°C a 1760°C
- S atmosfere in alte temperature usate nei processi di laboratorio platino-rodio (10%)/platino da 260°C a 1760°C
- B atmosfere in alte temperature superiori alle tipologie "R" e "S" platino-rodio (30%)/platino-rodio (6%) da 870°C a 1820°C
- C atmosfere a vuoto spinto tungsteno-renio (5%)/tungsteno-renio (26%) da 0°C a 2315°C
Perchè scegliere una TERMORESISTENZA:
VANTAGGI:
- alta precisione sul rilevamento del dato
- cablaggio semplice possibile tramite semplici fili in rame
- buona stabilità
SVANTAGGI:
- range di temperatura limitato
- sensibile alle vibrazioni
- alimentazione necessaria
- alto costo
Quali sono le principali tipologie di TERMORESISTENZA?
Essenzialmente le termoresistenze vengono classificate a seconda della tipologia di materiale utilizzato per la loro composizione, che può essere PLATINO (Pt) o NICHEL (Ni). Tra le due tipologie la più utilizzata è la prima, ossia PLATINO in quanto, a differenza del NICHEL, mostra un'eccellente resistenza alla corrosione e una lunga stabilità nel tempo, oltre al fatto di avere una buon range di temperatura misurabile, che va dai -200 ai +850°C. L'alternativa al NICHEL mostra un minor costo a livello di produzione, ma è meno stabile nel tempo, mostrando una minore precisione di misura alla alte temperature. Da tener presente anche che le termoresistenze al NICHEL vantano un minor range di temperatura misurabile, che va dai -80 ai +260°C.
Le termoresistenze possono essere configurate in tre distinte varianti, quali:
- a 2 fili: utilizzata principalmente dove non è richiesta un'accurata precisione di misura e su tratti collegamento corti
- a 3 fili: utilizzata dove viene richiesta una precisione di misura più accurata e su tratti di collegamento medio-lunghi
- a 4 fili: utilizzata dove viene richiesta un'alta precisione di misura
Principalmente le termoresistenze più utilizzate sono le cosidette PT 100 e le PT 1000, rispettivamente "PLATINO 100 ohm e PLATINO 1000 ohm", dove il dato 100 e 1000 ohm è la resistenza misurata della sonda a 0°C.
Esistono poi anche altre due tipologie, la sonda NTC e la sonda PTC, che differenziano l'una dall'altra semplicemente per il modo di rilevamento della temperatura, in quanto la NTC varia la sua resistenza interna diminuendola, all'aumentare della temperatura; funzionamento inverso della "sorella" PTC che aumenta in proporzione lineare all'aumento della temperatura rilevata.
- Quando viente utilizzata la tipologia "NTC" e quando la "PTC ":
Solitamente la NTC è utilizzata in ambiti di misurazione temperatura interna di alimenti, fluidi, caldaie, gruppi di refrigerazione (frighi/condizionatori), mentre la PTC viene solitamente utilizzata come dispositivo di "sicurezza" termica, applicata su motori, controllo di sovracorrenti, piccoli elettrodomestici scaldanti (Phon, tostapane ecc..), e sfrutatta appunto come invio segnale di interruttore di sicurezza termica.
Sapendo quindi i vantaggi e svantaggi delle varie tipologie di sonda, termocoppie o termoresistenze, a contatto o ad infrarosso, PTC o NTC, si desume che NON ESISTE una tipologia migliore o peggiore dell'altra, semplicemente serve capire quale è il giusto sensore per la lavorazione al quale dovrà essere applicata.
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